Attive le nuove applicazioni e i nuovi strumenti per l'abbattimento della barriere cognitive per la conoscenza della Cattedrale, delle opere del Museo Diocesano e della Chiesa S. Maria dei Greci costruita sul tempio greco, Nuove App, AI, strumentazioni digitali permetteranno una visita con due aspetti fondamentali: un’importante storia da raccontare e straordinari luoghi in cui mettere in vita questo racconto. Il percorso si avvale di una varietà di nuovi elementi – mezzi di comunicazione elettronici ed interattivi che hanno il compito di coinvolgere il visitatore in prima persona trasformandolo in un io narrante, che decide in che modo, dove e quando venire a conoscenza delle informazioni in relazione tra la storia della cattedrale e il Museo e la Chiesa S. Maria dei Greci costruita sul tempio.
L'abbattimento della barriere fisiche permette a tutti l'accesso al Giardino del Museo, nessuno escluso, tutti potranno godera della bellezza della natura e partecipare alla serate all'aperto.
La mostra-percorso è promossa dalla Presidenza della Regione, rientra tra le iniziative collegate ad Agrigento Capitale della Cultura 2025 ed è attuata dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi in collaborazione con l'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell'Arcidiocesi con il Museo Diocesano.
Per riscoprire, in questo anno della Cultura, questo momento della storia di Agrigento verrà proposto un percorso museale e multimediale articolato in tre diverse sedi nel centro storico della città: il Monastero di Santo Spirito, la Chiesa di San Lorenzo-Polo espositivo del Museo Diocesano. I visitatori avranno la possibilità di ammirare per la prima volta anche alcuni reperti ad oggi inediti.
La mostra rappresenta un percorso attraverso la storia, l'arte, l'architettura della città nel corso del Trecento, quando la città fu dominata dalla potente famiglia aristocratica la cui storia ebbe infatti inizio ad Agrigento, dal matrimonio tra Federico Chiaromonte e Markisia Prefolio e mette in evidenza il rapporto tra la famiglia dei Chiaromonte e la Chiesa.
Cumulando cariche e spesso usurpando le prerogative regie, la famiglia nobiliare arrivò a controllare alcune tra le principali città del Regno, compresa la capitale, Palermo, e ad estendere il proprio dominio.
Agrigento ed il suo territorio rimasero però centrali negli interessi e nell'attività della famiglia, che vi impresse un'impronta indelebile grazie all'impulso dato all'ampliamento dello spazio urbano, alla costruzione di raffinati edifici, alla committenza di opere d'arte. La stretta collaborazione dei Chiaromonte col vescovo e il capitolo della Cattedrale, che si espresse anche con la fondazione e dotazione di chiese, ospedali o monasteri, favorì il radicamento della famiglia nella città.
La mostra sui Chiaromonte è un'occasione per puntare l'attenzione su uno dei momenti storici più importanti per il nostro territorio permette di potere visitare, oltre agli affreschi medievali della Cattedrale che sono esposti stabilmente al Museo Diocesano, anche alcuni brani fino ora non visibili, e pergamene trecentesche dell'Archivio capitolare della Cattedrale e un rarissimo Evangelistario custodito da sempre nello Steri grande oggi Seminario arcivescovile.
Mostra fotografica dal titolo “Virgo fidelis, l’Arma dei Carabinieri e il culto della Madonna nel territorio di Agrigento” realizzata dal fotografo agrigentino Massimo Palamenghi. Con l’appellativo di Virgo Fidelis la Vergine Maria è divenuta Patrona dell’Arma dei Carabinieri dall’11 novembre 1949, data di promulgazione del Breve apostolico di Papa Pio XII. Da allora il culto di Maria è legato alla tradizione dell’Arma, che rivede nel titolo di Virgo fidelis l’essenza del proprio motto “Nei secoli fedele”.
La mostra fotografica nasce dall’idea di esprimere e descrivere il legame esistente tra i Carabinieri e la Vergine attraverso un percorso spirituale e culturale che si estrinseca sul territorio della provincia agrigentina, valorizzando il patrimonio di immagini e rappresentazioni sacre, vera e propria ricchezza dell’Arcidiocesi e delle comunità. Le tele, le statue, le immagini presenti nelle chiese e nei luoghi sacri sono state associate alle uniformi indossate dai carabinieri che prestano servizio nei diversi siti interessati, contribuendo a fornire un gioco di prospettive e colori raccontati attraverso l’ispirazione artistica di Massimo Palamenghi, che ha colto con entusiasmo l’invito del Comando Provinciale Carabinieri e dell’Arcidiocesi a collaborare al progetto.
Il risultato è un’esposizione di immagini in cui si condensa il senso della fede mariana e l’identità di un’Istituzione, l’Arma dei Carabinieri, che fonda sul legame con il territorio e i suoi cittadini l’essenza della propria missione.
Nove fotografi siciliani racconteano, attraverso una selezione di foto scattate in diversi anni, le emozioni suscitate durante i riti esterni della Settimana Santa. La mostra intende valorizzare l’esperienza di alcuni fotografi siciliani che, con le proprie testimonianze fotografiche, maturate nei territori della loro provincia, hanno ricercato e documentato, attraverso i loro scatti, i momenti più significativi delle Sacre rappresentazioni e processioni religiose, raccogliendo visioni di insieme o dettagli delle feste pasquali dislocati nei vari tessuti urbani delle province siciliane.
Le foto sono esposte nella splendida cornice del Conventino Chiaramontano della Basilica dell'Immacolata per l'ccasione Polo espositivo del Museo diocesano, in via Atenea al centro della città, offrendo inedite prospettive sulla ricchezza e la bellezza dei suggestivi scenari della religiosità siciliana.